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martedì 15 marzo 2016

I giardini di Monet

La scorsa estate, in viaggio nell’ Alta Normandia, ho avuto il privilegio di scattare in quello che per me è uno dei posti più belli al mondo: la casa e i giardini di Claude Monet.  
Un luogo meraviglioso che si trova a Giverny, piccolissimo villaggio, dove l'artista visse assieme alla moglie e agli 8 figli dal 1883 al 1926. 
Il giardino dei fiori e il giardino acquatico, menzionati fra i più belli dell’ intera nazione, rappresentarono un’ importante fonte d’ ispirazione per l’ illustre pittore impressionista. Fu qui infatti che realizzò alcuni dei suoi più celebri quadri come le ninfee. La sua vera opera però ebbe inizio creando il giardino che poi avrebbe immortalato in diversi suoi dipinti con piante, fiori, colori, luci, ombre e trasparenze.
Ispirandosi alle stampe giapponesi che amava e che collezionava, Monet diede vita a un boschetto di azalee, pioppi, salici piangenti e bambù. Commissionò poi a un artigiano locale un ponticello in legno verde, copiandolo fedelmente da una delle sue stampe, e lo posizionò fra un glicine bianco e uno color malva. Giocò accostando piante e fiori in base a forme e colori, affiancando specie umili a sofisticate e cercò  di imitare il più possibile l’ aspetto esuberante della natura lasciandole crescere insieme spontaneamente.

Alcune delle sue stampe giapponesi sono esposte all’ interno della casa dove l'atmosfera sembra essere proprio quella che si respirava negli anni della presenza del grande maestro. Passando per le varie stanze, arredate fedelmente come ai tempi del pittore, troviamo la saletta blu, il salone-studio, la sala da pranzo gialla con le stoviglie in maiolica, la cucina con le piastrelle blu e gli utensili di rame e gli appartamenti privati al piano superiore.




Un posto magico dove il tempo sembra essersi fermato e che è riduttivo cercare di descrivere a parole, lascio perciò che parlino le mie fotografie.






Last summer, while traveling across French,​  in the Upper Normandy, I had the privilege to make a shooting in one of the most beautiful places of the world: the house and the gardens of Claude Monet.
The house is a marvellous place located in Giverny, a tiny village of Normandy where the artist lived from 1883 to 1926, with his wife and his 8 children.
His flower garden and his water garden, reported among the most beautiful of the whole France, represented an important source of inspiration for the famous impressionist painter. Actually here he painted some of his most well-known masterpieces, like the floral compositions and nymphéas. 
Anyway his true masterpiece began with the creation of the garden, that then was represented in many paintings, with plants and water plants, flowers, colors, lights, shadows and transparencies.

Taking as inspiration Japanese prints that he collected, Monet created a wood, made up of azaleas, poplar, weeping willows and bamboos.
Then he also commissioned to a local carpenter the preparation of a small green wooden bridge, accurately copied from one of his Japanese prints; the bridge was then placed between a white and a mallow-colored wisterias.
In his garden Monet put together plants and flowers on the basis of shapes and colors, placing side by side poor and sophisticated species, trying to imitate as much as possible the lush and verdant look of the nature, making all of them growing together spontaneously.


Some of his Japanese prints are exhibited inside the house, where the atmosphere seems the same of the years when Monet was there. Walking through the different rooms, still furnished and decorated as they originally were, you can see the blue living room, the hall-atelier, the yellow dining room with majolica dishes and flatware, the kitchen with blue tiles and copper utensils and the private apartments at the upper floor.

This is really a magic place, where the time stood still and where the words are not enough to describe the magic. That's why I let my photos speak for me :-) 



Ninfee

La casa di Claude Monet

Rue Claude Monet

Il giardino creato da Monet

Il giardino acquatico

Il giardino acquatico

Il giardino acquatico

Il celebre ponticello, sempre affollato di turisti

Il giardino acquatico

Il giardino acquatico

Ninfee


Fiori

Fiori

Non solo piante all' interno del giardino

La casa 

Lo studio di Claude Monet

Appartamento privato della moglie di Monet

Camera da letto del pittore

Sala da pranzo

Sala da pranzo

Cucina

Appartamento privato

Sala

Ninfee dipinte dal pittore

Dipinto all' interno dello studio di Monet

Dipinto all' interno dello studio di Monet

Gadget, peluche di Claude Monet :)





@Chiara Guerrieri - Tutte le immagini sono protette da copyright, ne sono vietate la riproduzione e qualsiasi utilizzo se non previa autorizzazione scritta dell' autore.

giovedì 23 aprile 2015

Dipingere la musica

Mi era già capitato in passato di fotografare pittori intenti a imprimere le proprie emozioni sulla tela ma l’evento a cui ho partecipato il 21 aprile è da considerarsi qualcosa di eccezionale, di diverso, una performance che coinvolge tutti i sensi rendendoti allo stesso tempo "coautore" dell’ opera.  
 "Dipingere la musica" è stata la performance della pittrice Masha Schmidt che, sulle note delle Fantasie op. 116 e degli Intermezzi op. 117 di Johannes Brahms interpretate da Irakly Avaliani (riprodotte in cd), ha dato libero sfogo alla sua arte lasciandosi ispirare dalla scenografia, dall’ atmosfera della "casa della luce" e dalla presenza silente di un pubblico estasiato dalle sue pennellate.           
 Nei giorni precedenti la pittrice aveva dichiarato: «L'ascolto della musica, come quello della poesia letta ad alta voce, evoca in me le idee, le forme, le linee e le operazioni. A volte c'è il colore, a volte è in bianco e nero. In questo modo, la scrittura musicale o poetica, congiunta alle 'frasi' dell'immagine, permette a tali differenti linguaggi di creare una forma plastica particolare. La pittura non fa che attraversare le frontiere dei formati. Inevitabilmente, continua, non si può arrestare. Il dipinto, un pezzo di carta, o qualunque supporto, non è che una finestra attraverso la quale si arriva a percepire il flusso continuo della vita».
 La performance, introdotta da Annalena Aranguren, si è svolta nella sede della Fondazione Il Fiore, in via San Vito 7 a Firenze. Curatrice dell’ incontro è stata Maria Giuseppina Caramella, presidentessa della Fondazione, che ringrazio per avermi dato l’opportunità di realizzare questo servizio fotografico.


I already chanced in the past to catch, through photographs, artists while transmitting their own feelings on the paintings. 
But what I had the opportunity to see and capture last 21st of April, is really to be considered something amazing, something different, a performance that captivates all the senses, and at the same time makes you feel the “co-author” of the creation.
 This happened with the Russian painter Masha Schmidt, with her performance called “Painting the music”, on the music of Johannes Brahms’ Seven Fantasias-Op. 116 and Three Intermezzi-Op.117, in the interpretation of Irakly Avaliani.
While Irakly Avaliani himself was playing from the CD the works of Brahms, Masha has let her art run wild, being inspired by the scenographic atmosphere of the “house of the light” and by the silent presence of a small audience, entranced by her gentle bush strokes.
 In the previous days Masha Schmidt had declared:
“Listening to the music, as well as listening to read aloud poetry, evokes within myself ideas, shapes, lines, movements and gestures. Sometimes it’s the color, sometimes it’s the black and white. Doing this, the musical or poetic composition, combined with the words of the images, allows such different languages, to create a peculiar plastic shape. Painting does nothing but travel across the fences of the forms. Unavoidably, it can be stopped. Paintings, pieces of paper, or any other support, are nothing but a window that allows us to perceive the endless stream of life itself” 
 The performance, introduced by Annalena Aranguren, took place in the domicile of “Fondazione Il Fiore”, located in Florence, via San Vito 7.
Maria Giuseppina Caramella, chairman of  “Fondazione Il Fiore”, was also the curator of the performance. I would like to thank Maria Giuseppina for giving me the opportunity to take these pictures.


Fonte: Firenze Today


Masha Schmidt davanti alla sua tela vuota.


L' artista si lascia ispirare dalla musica.


Linee e colori iniziano ad animare la tela.


Il pennello dell' artista si muove ispirato dalla musica.


L' opera inizia a prendere forma.


Mix di colori e forme.


Ritocchi e particolari.


La pittrice ringrazia alla fine della performance.


Masha Schimdt.


La presidentessa Maria Giuseppina Caramella ringrazia gli artisti.


Opera realizzata durante la performance


Particolare dell' opera.


Particolare dell' opera.


Masha Schmidt e Irakly Avaliani rispondono alle domande dei presenti.


Masha Schmidt risponde alle domande dei presenti.


Scambio di emozioni con i presenti.


Opera di Masha Schmidt realizzata precedentemente sull'ascolto di brani musicali.


Opera di Masha Schmidt realizzata precedentemente sull'ascolto di brani musicali.



Colori e pennelli.



Tutte le immagini sono protette da copyright, ne sono vietate la riproduzione e qualsiasi utilizzo.


www.immaginidarte.com



Masha S. Schmidt nata a Mosca da una famiglia di ingegneri ha sempre amato il disegno, molto importante nella sua vita è stata la figura della nonna che l’ha incoraggiata a seguire la sua strada. Masha ha studiato presso l'Accademia di belle arti di Mosca, e ha poi proseguito alla Scuola superiore di belle arti di Parigi e alla Facoltà di belle arti alla Sorbona. Pittrice, disegnatrice e costumista teatrale, è anche scenografa per il cinema. Le sue opere vengono esposte regolarmente a Parigi, dove risiede, e in diverse parti del mondo. Ha presentato il suo lavoro in sedi prestigiose come il Museo di arte contemporanea di Mosca, il Museo delle belle arti di Bogotà, Dnepropetrovsk, la Fondazione il Fiore a Firenze, il tetto del Grande Arche de la Defense, alla Contemporary Art Fair Arte Manej Russia, a ST-ART (European Contemporary Art Fair di Strasburgo), a XUDGRAF (Fiera internazionale di arti grafiche di Mosca). Le sue opere si trovano in numerose collezioni private di tutto il mondo, così come presso istituzioni culturali quali l'Alliance Française a Parigi, l'Istituto Risounka di Mosca, il Museo di belle arti di Cherkassy (Ucraina), il Museo di arte contemporanea di Mosca ed altre. La sua ricerca pittorica da cinque anni si è rivolta alla costruzione di un mondo molteplice, basato sulla percezione della natura, dei suoi fenomeni e della sua molteplicità.


Iraklij Avaliani è nato a Tbilisi, in Georgia. Dove ha iniziato gli studi musicali presso la Scuola superiore di musica e poi continuato presso il Conservatorio Tchaikovsky di Mosca. Dopo aver conseguito i più alti riconoscimenti, si è perfezionato con Ethery Djakeli che lo ha introdotto all'insegnamento di Marie Jaëll, che ha completamente rivoluzionato la sua tecnica pianistica. Oggi è uno dei pochi pianisti a esplorare tale strada, come hanno fatto Albert Schweitzer, Dinu Lipatti, Eduardo Del Pueyo. Dal 1989, Iraklij Avaliani vive a Parigi, la sua carriera discografica, molto apprezzata dalla stampa musicale, è sostenuta dal 2000 dal gruppo di mecenatismo Balas.