giovedì 21 maggio 2015

Van Gogh Alive Firenze



In diverse occasioni ho avuto modo di vedere dal vivo le opere di Van Gogh, quadri che mi hanno sempre emozionata per le pennellate, i colori, la passione e l'anima che custodiscono al loro interno ma visitare la mostra Van Gogh Alive a Firenze è stato qualcosa di diverso. Non è un'esposizione classica di opere ma un'esperienza extrasensoriale amplificata anche dalla suggestiva atmosfera della chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte.  Si entra, ci si siede e ci si lascia cullare dalla musica (Handel, Viseur, Schubert, Kusturica, Part, Chabrier, Sakura, Zorn, Delibes, Godard ecc.) mentre oltre 3000 immagini, ad altissima definizione, vengono proiettate grazie al sistema Sensory4 su tutta la superficie della chiesa portandoti così all'interno dell'opera. Non è una semplice mostra ma un viaggio, suddiviso in “movimenti”, alla scoperta dell'arte e della personalità del pittore, dove si ripercorre la sua vita, si ammirano i suoi dipinti,  e si leggono pensieri e stralci di lettere scritte al fratello. Il progetto espositivo itinerante, prodotto da Grande Exhibitions e Perlage Grandi Eventi, coinvolge e guida lentamente verso il mondo interiore, il pensiero,  le emozioni e l'immaginario del pittore. Tutto questo è possibile grazie a un sistema unico che incorpora 40 proiettori ad alta definizione, una grafica multi canale e un suono surround come quello delle sale cinematografiche. Le immagini sono enormi, nitide, cristalline e appaiono così reali che viene il naturale desiderio di toccarle con mano. Una mostra nel cuore di Firenze che vi consiglio di non perdere assolutamente, per visitarla avete ancora tempo fino al 2 giugno 2015.

Potete trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale




Several times I had the possibility to admire the works of Vincent Van Gogh, paintings that have always amazed me for the brush strokes, colors, passion and the feelings that they keep inside. But visiting the Van Gogh Alive Exibition in Florence has been something different. It’s not an exibition in the conventional way, but an extraordinary experience, amplified by the evocative atmosphere of the deconsecrated church of Santo Stefano al Ponte.  Just enter, sit and be taken by the music (Handel, Viseur, Schubert, Kusturica, Part, Chabrier, Sakura, Zorn, Delibes, Godard ecc.), while over 3000 high definition images, are projected through the “Sensory4” system all over the church walls bringing directly inside the paintings.It’s not a simple exibit, but a journey, divided in “movements”, to discover Van Gogh’s art and personality; a journey to recall his life, to admire his paintings, to read the letters he worte to his brother.The itinerant exibition project, produced by “Grande Exhibitions” and  “Perlage Grandi Eventi, captivates and slowly guides through the inner world, the tought, the emotions and the unconsciuos of the painter. All of this could take place with 40 high-definition projectors and a digital surround sound system. Images are so crystal clear that give the impression they could be really touched.I really recommed to visit this show in the heart of Florence; it will open until June 2015, the 2nd.

All information can be found in the official website 



Autoritratti
Campo di grano con volo di corvi

La camera di Vincent ad Arles
I girasoli

L' altare laterale della Chiesa di Santo Stefano al Ponte
si colora con le pennellate di Van Gogh

Van Gogh Alive Firenze

Le lettere scritte al fratello Theo

Notte stellata sul Rodano

"Solo cadendo posso rialzarmi", citazione dello stesso artista

"Non è il linguaggio dei pittori ma quello della natura che bisognerebbe ascoltare"

Paesaggi

Ritratti


     
@Chiara Guerrieri - Tutte le immagini sono protette da copyright, ne sono vietate la riproduzione e qualsiasi utilizzo.














giovedì 23 aprile 2015

Dipingere la musica

Mi era già capitato in passato di fotografare pittori intenti a imprimere le proprie emozioni sulla tela ma l’evento a cui ho partecipato il 21 aprile è da considerarsi qualcosa di eccezionale, di diverso, una performance che coinvolge tutti i sensi rendendoti allo stesso tempo "coautore" dell’ opera.  
 "Dipingere la musica" è stata la performance della pittrice Masha Schmidt che, sulle note delle Fantasie op. 116 e degli Intermezzi op. 117 di Johannes Brahms interpretate da Irakly Avaliani (riprodotte in cd), ha dato libero sfogo alla sua arte lasciandosi ispirare dalla scenografia, dall’ atmosfera della "casa della luce" e dalla presenza silente di un pubblico estasiato dalle sue pennellate.           
 Nei giorni precedenti la pittrice aveva dichiarato: «L'ascolto della musica, come quello della poesia letta ad alta voce, evoca in me le idee, le forme, le linee e le operazioni. A volte c'è il colore, a volte è in bianco e nero. In questo modo, la scrittura musicale o poetica, congiunta alle 'frasi' dell'immagine, permette a tali differenti linguaggi di creare una forma plastica particolare. La pittura non fa che attraversare le frontiere dei formati. Inevitabilmente, continua, non si può arrestare. Il dipinto, un pezzo di carta, o qualunque supporto, non è che una finestra attraverso la quale si arriva a percepire il flusso continuo della vita».
 La performance, introdotta da Annalena Aranguren, si è svolta nella sede della Fondazione Il Fiore, in via San Vito 7 a Firenze. Curatrice dell’ incontro è stata Maria Giuseppina Caramella, presidentessa della Fondazione, che ringrazio per avermi dato l’opportunità di realizzare questo servizio fotografico.


I already chanced in the past to catch, through photographs, artists while transmitting their own feelings on the paintings. 
But what I had the opportunity to see and capture last 21st of April, is really to be considered something amazing, something different, a performance that captivates all the senses, and at the same time makes you feel the “co-author” of the creation.
 This happened with the Russian painter Masha Schmidt, with her performance called “Painting the music”, on the music of Johannes Brahms’ Seven Fantasias-Op. 116 and Three Intermezzi-Op.117, in the interpretation of Irakly Avaliani.
While Irakly Avaliani himself was playing from the CD the works of Brahms, Masha has let her art run wild, being inspired by the scenographic atmosphere of the “house of the light” and by the silent presence of a small audience, entranced by her gentle bush strokes.
 In the previous days Masha Schmidt had declared:
“Listening to the music, as well as listening to read aloud poetry, evokes within myself ideas, shapes, lines, movements and gestures. Sometimes it’s the color, sometimes it’s the black and white. Doing this, the musical or poetic composition, combined with the words of the images, allows such different languages, to create a peculiar plastic shape. Painting does nothing but travel across the fences of the forms. Unavoidably, it can be stopped. Paintings, pieces of paper, or any other support, are nothing but a window that allows us to perceive the endless stream of life itself” 
 The performance, introduced by Annalena Aranguren, took place in the domicile of “Fondazione Il Fiore”, located in Florence, via San Vito 7.
Maria Giuseppina Caramella, chairman of  “Fondazione Il Fiore”, was also the curator of the performance. I would like to thank Maria Giuseppina for giving me the opportunity to take these pictures.


Fonte: Firenze Today


Masha Schmidt davanti alla sua tela vuota.


L' artista si lascia ispirare dalla musica.


Linee e colori iniziano ad animare la tela.


Il pennello dell' artista si muove ispirato dalla musica.


L' opera inizia a prendere forma.


Mix di colori e forme.


Ritocchi e particolari.


La pittrice ringrazia alla fine della performance.


Masha Schimdt.


La presidentessa Maria Giuseppina Caramella ringrazia gli artisti.


Opera realizzata durante la performance


Particolare dell' opera.


Particolare dell' opera.


Masha Schmidt e Irakly Avaliani rispondono alle domande dei presenti.


Masha Schmidt risponde alle domande dei presenti.


Scambio di emozioni con i presenti.


Opera di Masha Schmidt realizzata precedentemente sull'ascolto di brani musicali.


Opera di Masha Schmidt realizzata precedentemente sull'ascolto di brani musicali.



Colori e pennelli.



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www.immaginidarte.com



Masha S. Schmidt nata a Mosca da una famiglia di ingegneri ha sempre amato il disegno, molto importante nella sua vita è stata la figura della nonna che l’ha incoraggiata a seguire la sua strada. Masha ha studiato presso l'Accademia di belle arti di Mosca, e ha poi proseguito alla Scuola superiore di belle arti di Parigi e alla Facoltà di belle arti alla Sorbona. Pittrice, disegnatrice e costumista teatrale, è anche scenografa per il cinema. Le sue opere vengono esposte regolarmente a Parigi, dove risiede, e in diverse parti del mondo. Ha presentato il suo lavoro in sedi prestigiose come il Museo di arte contemporanea di Mosca, il Museo delle belle arti di Bogotà, Dnepropetrovsk, la Fondazione il Fiore a Firenze, il tetto del Grande Arche de la Defense, alla Contemporary Art Fair Arte Manej Russia, a ST-ART (European Contemporary Art Fair di Strasburgo), a XUDGRAF (Fiera internazionale di arti grafiche di Mosca). Le sue opere si trovano in numerose collezioni private di tutto il mondo, così come presso istituzioni culturali quali l'Alliance Française a Parigi, l'Istituto Risounka di Mosca, il Museo di belle arti di Cherkassy (Ucraina), il Museo di arte contemporanea di Mosca ed altre. La sua ricerca pittorica da cinque anni si è rivolta alla costruzione di un mondo molteplice, basato sulla percezione della natura, dei suoi fenomeni e della sua molteplicità.


Iraklij Avaliani è nato a Tbilisi, in Georgia. Dove ha iniziato gli studi musicali presso la Scuola superiore di musica e poi continuato presso il Conservatorio Tchaikovsky di Mosca. Dopo aver conseguito i più alti riconoscimenti, si è perfezionato con Ethery Djakeli che lo ha introdotto all'insegnamento di Marie Jaëll, che ha completamente rivoluzionato la sua tecnica pianistica. Oggi è uno dei pochi pianisti a esplorare tale strada, come hanno fatto Albert Schweitzer, Dinu Lipatti, Eduardo Del Pueyo. Dal 1989, Iraklij Avaliani vive a Parigi, la sua carriera discografica, molto apprezzata dalla stampa musicale, è sostenuta dal 2000 dal gruppo di mecenatismo Balas.



mercoledì 10 dicembre 2014

Campagna fotografica "Restauro del Castello ducale Castromediano-Limburg di Cavallino"

A Cavallino, in prov. di Lecce si trova una delle architetture più rappresentative dell'aristocrazia salentina, il Castello ducale Castromediano-Limburg. Fu costruito nella seconda metà del XV secolo con rifacimenti e aggiunte strutturali risalenti al Cinquecento e al Seicento. Il Castello prende il nome dalla famiglia di appartenenza; nell'atrio interno è collocata la statua in pietra leccese raffigurante Kiliano di Limburg, capostipite della famiglia Castromediano. Il palazzo è costituito da una serie di ambienti decorati con elementi barocchi, di principale rilievo sono la sala delle armi, il salotto, la piccola cappella con gli altari della Madonna Addolorata e della Madonna di Leuca e la galleria, la cui volta a crociera è interamente decorata con i simboli dello zodiaco.
Attigue alla galleria sono 2 sale affrescate recentemente restaurate, i cui lavori, ultimati a settembre 2014, sono stati documentati da me in una campagna fotografica del prima e dopo restauro. Ecco qui alcune foto: 


In Cavallino, in the province of Lecce, the extreme southern part of the region of Puglia, can still be found one of the most representative architecture of Salento’s region; this is the “Castello ducale Castromediano-Limburg“. It was built in the second half of fifteenth century, with some refurbishments and structural additions made later on sixteenth and seventeenth centuries.
The Castle took its name from the family it belonged to, the Castromediano-Limburg, which had its forefather in Killiano of Limburg; in the atrium of the Castle, is visible a statue dedicated to him, made with the typical stone coming from the mines around Lecce.
The Castle is made up of several spaces decorated with Baroque style elements; the most important spaces are the Weapons Hall, the Sitting Room, the small chapel with two altars (the altar of Madonna Addolorata and of Madonna di Leuca), and the gallery, which shows a vault-ceiling fully decorated with the zodiac signs.
Adjacent to the gallery, there are two more fresco decorated rooms, recently undergone through some restoration works. These works, concluded in September 2014, have been documented by me within a photographic campaign including pictures before and after the operations. Here below you can find some of the images:   






                          

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lunedì 20 ottobre 2014

Museo dell' Identità dell' Alta Garfagnana Olinto Cammelli

Da pugliese "emigrata" poco alla volta mi muovo alla scoperta del mio nuovo territorio, la Toscana. Fra week end fuori porta e gite della domenica mi ritrovo spesso a visitare luoghi nuovi che mi permettono di conoscere e capire meglio la cultura e la tradizione di una regione che per certi versi appare simile alla mia ma per altri è molto diversa. Quest'estate una delle mie mete è stata la Garfagnana e fra le varie attrazioni da cui sono stata piacevolmente sorpresa c'è il Museo dell' Identità dell' Alta Garfagnana Olinto Cammelli, a Gorfigliano (LU)... un salto indietro nel tempo, indispensabile alla gente del posto per non dimenticare, per custodire e valorizzare le proprie radici culturali. Il museo è collocato accanto alla Chiesa Vecchia nei locali costruiti negli anni '80 durante i restauri della chiesa effettuati da un gruppo di volontari, fra cui Olinto Cammelli, alla cui passione si deve anche l'estesa e variegata collezioni di attrezzi da lavoro contenuta nel museo stesso, donati dalla moglie dopo la sua morte perchè tutta la comunità potesse goderne. Il percorso interno è suddiviso in più sale in cui sono esposte antiche macchine da lavoro e centinaia di oggetti legati agli antichi mestieri come il cavatore di marmo, il boscaiolo, il pastore, il falegname e tanti altri. Molto interessante la ricostruzione storica di Gorfigliano prima e dopo il 1900, quando nella zona si iniziò l'escavazione del marmo e i video in cui viene raccontata la storia dei volontari "eroi" del lavoro. Accompagnata da Francesca che aggiungeva alla visita informazioni ed indicazioni molto interessanti, mi sono spesso fermata a cercare di cogliere in fotografia l’atmosfera “di un tempo” che il museo cerca di ricreare e mantenere viva.


Troverete maggiori informazioni sul museo al sito http://gorfigliano.blogspot.it
e sulla pagina  facebook Museo Dell' Identità Dell' Alta Garfagnana Olinto Cammelli.

I was born in Puglia and I lived there for about 20 years. I moved to Tuscany 10 years ago, and I still go around discovering my new hometown region. During weekends and Sunday trips, I often find myself visiting new places, that allow me to know and better understand culture, habits and tradition of this multifaceted region.
During last summer I chanced to visit “Garfagnana”, a mountainous area in the north part of the region. I was particularly surprised by the “Museo dell’Identità dell’Alta Garfagnana, Olinto Cammelli” located in Gorfigliano; visiting this small museum was just like to jump back in time, in a solid memory for local people to keep, maintain and not to forget their own culture and roots.
The museum is located very close to the “Chiesa Vecchia”, the ancient church of Gorfigliano, in the rooms built around 1983 during the recovery and restoration works of the area, made by local volunteers. One of them, named Olinto Cammelli, during over 25 years put together a huge collections of ancient work tools. Eventually after Olinto’s death, his wife Emma donated the whole collection to the museum, in order to share with all the people of the community the work accomplished by her husband.
The museum walk through is divided in several rooms, where are exposed tool machinerys and hundreds of objects related to ancient crafts, like The Marble Quarryman, The Sheperd, The Blacksmith, The Cobbler and the Woodcutter. This is a very interesting and detailed historical reconstruction of Gorfigliano before and after 1900, when the excavation of marble began, supported also by some videos where the story of “volunteers-heroes” is described. Accompanied by Francesca, adding useful information to our visit, I often stopped here and there, trying to catch in a photo, the atmosphere of the past, that the museum tries to recreate and to keep alive.

Colle di Casa, così veniva chiamato il colle ove ora sorge il sito della Chiesa Vecchia.

Facciata della Chiesa vecchia, ora Santuario della Madonna del Patrocinio.

Interno del Santuario con la statua lignea della Madonna originaria del '700.


Campanile del Santuario.


Vista panoramica del lago artificiale di Gramolazzo.


Al centro: giogo singolo in legno e ferro;
ai lati: strumenti da falegname.


Succhi o trapani da falegname di varie forme e misure.


Angolo del maggio, tradizione ancora esistente in Garfagnana. Costume-tipo maschile di una rappresentazione cantata con oggetti di scena.


Costume-tipo femminile delle rappresentazioni del maggio.


Macchinari per la perforazione del marmo (demolitori, carotatrici ecc) dagli inizi del XX secolo.


Segoni per il taglio del legno. Venivano usati da due persone, una in piedi e l'altra sopra il tronco dell'albero abbattuto.


Martelli vari per usi e materiali diversi: legno, ferro, pietra.


Stadera, bilancia in ferro o rame da appendere.




Macinacaffè a manovella.


Catene da camino usata per appendere un recipiente pieno di acqua da scaldare.



Angolo della cucina. In alto una vecchia piattaia in legno con piatti tipici.
Una cucina economica di famiglia benestante ospita, sul suo piano, strumenti di epoche diverse come bollitori, caffettiere, attizzatoi, padelle ecc


Sedia da ciabattino con scarpe realizzate a mano e forma in legno.


Campanacci da bestiame di forme e retaggi diversi. Si notino le due campane sulla sinistra, di stampo in ottone con inciso stemma di famiglia nobile.


Torcinaso e piccolo orologio misura pressione .

Guindolo o arcolaio verticale, usato per dipanare la lana e realizzare i gomitoli


Stendardo di Madonna col Bambino (ritrovato in sito diverso e donato al museo)


Da sinistra: “Strizzo” per il vino; tappa bottiglie in legno; imbuto in rame; imbuto a vasca in legno; macchinario per la distribuzione di rame sulle viti; botte in legno.



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